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Il nostro è un mondo piatto, e piatti siamo, schiacciati tra nemici e infedeli. A Sud l’impenetrabile Grande Foresta inghiotte osi addentrarvisi, ad Ovest le sabbie infinite a perdita d’occhio, a Nord le montagne e i regni dei Giganti e a Est… a Est gli infedeli, quegli stregoni blasfemi che con la loro magia ci tengono intrappolati.
No, non ascoltare troppo le mie parole, sono le parole di un vecchio. Questa è comunque la nostra cara vecchia terra, e noi vi apparteniamo. Ma senza un Imperatore, senza lui anche la nostra terra è perduta. Perché l’Imperatore è il primo figlio, e la Terra è pur’essa figlia del Padre e della Madre.
L’Imperatore è la Terra, e la Terra è l’Imperatore.
Astaldo di Fortevento, Anno 134 del Trono Vacante.

Un giorno piccolo Dago ce ne andremo da qui, così non dovremo più difenderci dalle bestie della Grande Foresta, eh? Quando tuo padre tornerà dalla Caccia prediamo tutte le nostre cose e andiamo verso Nord, in un posto che si chiama Adaria. Lì c’è sempre il sole, e non ci sono le bestie, i boschi sono posti dove la gente ci va a passeggiare tanto sono belli. E anche nei posti pericolosi ci sono le Vergini del Padre che proteggono i viaggiatori.
Perché vedi, lì sono tutte persone molto devote, e stanno bene perché il Padre e la Madre li proteggono dai cattivi, ci sono templi in tutte le città e tutti devono andarci, perché se anche uno non ci va allora gli dei non proteggono più nessuno. E basta venerare il Padre e la Madre, non devono fare sacrifici ai Signori della Foresta, perché loro là non ci sono

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