Magia

C’è magia in ogni cosa. Nello sguardo di Re Ghisulfo mentre ordinava ai suoi cavalieri riluttanti di portargli la testa della moglie, nelle mani dei fabbri Iarduriani mentre battono l’acciaio delle loro splendide armature di piastre, nella danza delle odalische basturiane, negli inni sacri dei sacerdoti della Madre, nel grido di guerra di un capotribù orco. C’è, ma non si vede.
C’è anche una magia ben più manifesta, quella della crema di bellezza venduta per un’intera nave in un mercato Lamissiano, della pelle di serpe tessuta per farne un mantello da re, delle formule delle mammane per allontanare dai neonati l’attenzione dei Signori della Foresta. C’è, si vede, e influenza sottilmente la vita di tutti.
C’è pure un’altra magia, più potente, più temuta ma anche più rara. Quella con cui gli stregoni basturiani affondarono la flotta adariana nella Battaglia di Punta Nera, quella delle rune che permisero a Caelharn il Terribile di camminare tra le fiamme per assediare Fortevento. Quella degli incantesimi sussurrati a bassa voce tra tomi polverosi, scritti in lingue da tutti dimenticate. C’è, e quando la vedi è già troppo tardi, il suo marchio non ti lascerà più.

Magia

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